lunedì 23 aprile 2018 03:45
default-logo
Reggio Calabria: Palazzo San Giorgio

Il Gruppo comunale di Protezione Civile chiede di aggiornare il Piano di Emergenza

Reggio Calabria. Il tema della sicurezza di cittadini in caso di calamità naturale e non è spesso sottovalutato dalle amministrazioni locali finché non si arriva al punto di dover fare il bilancio dei danni o, peggio, la conta dei morti. Reggio e la giunta Falcomatà non sembrano, purtroppo, riuscire a discostarsi da questa “abitudine” a sottovalutare e a non lavorare sulla prevenzione e sull’informazione. Nel 2012 è stato istituto il Gruppo Comunale di Protezione Civile, da me fortemente voluto soprattutto per l’esperienza maturata sul campo in occasione del terremoto dell’Irpinia del 1980, che mi aveva visto tra le migliaia di volontari accorsi da tutta Italia per prestare soccorso alle popolazione colpite: il volontariato di protezione civile è una grande e fondamentale risorsa per il Paese e nel tempo, è diventato parte integrante del sistema pubblico di risposta alle emergenze e a situazioni di necessaria prevenzione.
Come assessore comunale promossi la costituzione di un gruppo formato da giovani e non, desiderosi di aiutare i propri cittadini ma soprattutto, pronti a mettere al servizio del territorio le proprie competenze. Purtroppo a distanza di due anni e nonostante le tante sollecitazioni da più parte arrivate all’Amministrazione, ad oggi i risultati raggiunti appaiono del tutto insufficienti: il sindaco si è limitato a delegare le proprie competenze (ma non certo le proprie responsabilità) al consigliere Antonio Ruvolo che ha evidentemente sottovalutato l’importanza del compito affidatogli se non si è ancora giunti ad aggiornare il Piano di emergenza della Protezione Civile; oggi questo lavoro rimbalza da un ufficio all’altro all’interno dell’amministrazione mentre sarebbe bastato, a nostro avviso, tener conto delle professionalità presenti del Gruppo Comunale di Protezione Civile per essere coadiuvati nell’aggiornamento del Piano.
Il risultato di questa scarsa valorizzazione delle risorse interne è che si è arrivati alla pressoché totale impossibilità dei volontari di operare sul territorio, arrivando in molti casi a spegnere anche quello spirito di servizio e di sacrificio che pure animava la gran parte di questi nostri concittadini. A questo punto si impone un cambiamento repentino di rotta da parte del Sindaco, che deve riaprire quanto prima un confronto con i volontari (il vero motore della Protezione Civile), che da anni chiedono di essere ascoltati, convocando in primis l’assemblea elettiva per la nomina del Coordinatore Generale del Gruppo (prima convocata e poi convocata da questa amministrazione lo scorso 17 novembre senza altra motivazione apparente se non la prossima scadenza referendaria) per permettere così al Gruppo Comunale, peraltro orfano anche di una sede (tolta e mai riassegnata dall’Amministrazione), di perseguire le finalità previste, ossia tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali o altri eventi calamitosi. Tutto questo prima che l’incuria e il lassismo diano i loro frutti spegnendo entusiasmo e volontà di partecipazione.

Giuseppe Martorano
Primo Volontario Gruppo Comunale di Protezione Civile

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo