mercoledì 25 aprile 2018 12:23
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Nico D’Ascola (Ap): “Parlare di querele temerarie significa parlare del versante penalistico della vicenda”

Roma. “La stampa sopratutto quella di denuncia svolge un ruolo essenziale nelle moderne democrazie”. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione Giustizia del Senato Nico D’Ascola nel corso del seminario- incontro promosso da Articolo21 insieme alla FNSI . “Parlare di querele temerarie significa parlare del versante penalistico della vicenda. Quando parliamo di querela temeraria, discutiamo della denuncia di un fatto asseritamente di reato che si sviluppa nel contesto di una vicenda esclusivamente e soltanto penalistica alla quale può accedere anche l’azione accessoria volta al risarcimento del danno, ma previa la verifica della sussistenza di un fatto di reato. Quando invece si parla di temerarietà della lite si allude al diversificato e opposto versante del processo civile nel contesto del quale si chiede una somma a titolo di risarcimento dei danni che sono stati patiti a seguito della pubblicazione, della diffusione di quella determinata notizia. La questione della temerarietà – ha proseguito D’Ascola – sia che essa sia connessa alla querela quindi all’iniziativa esclusivamente penalistica sia che essa riguardi il diversificato versante del processo civile è in un certo senso risolta. Nel caso in cui la diffamazione si verifichi attraverso una negligente e scarsa valutazione della verità della informazione. Al di sotto della verità – ha concluso il presidente –  ci sta un altro livello di tutela che è la verità putativa che ha una  connessione stretta con l’art 59 del codice penale perché le scriminanti valgono sia se esse sono reali sia se sono supposte come veritiere”. Al termine  del suo intervento il presidente ha annunciato che il ddl sulla diffamazione sarà rimesso  in calendario.

 

 

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