mercoledì 25 aprile 2018 20:25
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Gioia Tauro. Armi ai domiciliari: arrestato dai Carabinieri

Gioia Tauro (Reggio Calabria). Nel corso della mattinata del 7 gennaio scorso, a Gioia Tauro, nell’ambito del più ampio servizio straordinario di controllo del territorio “Focus ‘ndrangheta” disposto dal Comando Compagnia diretto dal tenente Gabriele Lombardo, i Carabinieri della locale Stazione, coadiuvati nelle operazioni dalle unità cinofile del Goc di Vibo Valentia, hanno tratto in arresto Alfonsino Barillà, 59enne del luogo, attualmente sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per reati in materia di armi, (ricettazione e detenzione abusiva di armi ed armi clandestine).
In particolare, i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, che nel corso del servizio hanno setacciato diverse aree di interesse operativo della municipalità gioiese al fine di prevenire e reprimere la commissione di reati predatori e in materia di armi e sostanze stupefacenti, hanno fatto accesso all’interno dell’abitazione di Barillà ritenendo che quest’ultimo potesse detenere armi clandestine, nonostante fosse sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Infatti l’uomo era stato già arrestato dai militari della Stazione di Gioia Tauro nel mese di maggio 2016 perché, a seguito di una perquisizione domiciliare, era stata rinvenuta nella sua disponibilità una pistola semiautomatica con matricola punzonata, e relativo caricatore con 9 cartucce, in ottimo stato di conservazione ed interamente oleata, nascosta all’interno di un recipiente sotterrato nel giardino della sua abitazione. Pertanto i Carabinieri, simulando un normale controllo, si sono recati nell’abitazione di Barillà il quale, inizialmente, non ha opposto alcuna forma di resistenza ritenendo si trattasse dell’ordinario controllo effettuato per i sottoposti agli arresti domiciliari. Quando, invece, i Carabinieri lo hanno informato che avrebbero perquisito l’abitazione alla ricerca di armi, Barillà, fingendo un malore, si è allontanato per dirigersi in giardino dove, recuperato un oggetto avvolto in un panno, ha tentato di gettarlo nel terreno attiguo alla propria dimora. Pertanto, i militari lo hanno bloccato immediatamente e lo hanno sottoposto ad una perquisizione personale nel corso della quale hanno rinvenuto, occultata all’interno degli slip, una pistola a tamburo “Italo Gra” di fabbricazione argentina, con matricola abrasa, cal. 22 corto, con serbatoio carico contenente 7 cartucce, nonché, in una tasca dei pantaloni da lui indossati, una bottiglietta in vetro contenente 45 cartucce cal. 22.
Nel corso delle successive operazioni di perquisizione, che hanno interessato anche le pertinenze attigue, è stato recuperato il fagotto lanciato poco prima da Barillà: al suo interno vi era un coltello a baionetta di 40 cm che è stato sottoposto a sequestro penale, unitamente all’arma da fuoco ed alle munizioni. La pistola, peraltro clandestina, sarà inviata successivamente al Ris di Messina al fine di accertare se l’arma possa essere stata utilizzata in fatti delittuosi. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale di Palmi, su disposizione del magistrato di turno presso quella Procura della Repubblica.

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