giovedì 26 aprile 2018 22:58
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L’Agorà: i sette nodi irrisolti sul territorio provinciale di Reggio Calabria

Reggio Calabria. In un articolo apparso nel marzo 2009 si evidenziava se QUALCUNO era a conoscenza delle condizioni dell’intero territorio. Sempre in quella nota il Circolo Culturale “L’Agorà” elencava lo status di quella situazione:
• Strade dissestate;
• Reti ferroviarie allo sfascio: l’alta velocità sembra che si fermi a Lamezia Terme;
• Dimezzamento delle corse marittime da Reggio verso Messina;
• L’autostrada con i soliti problemi;
• L’aeroporto “Minniti” anche lui che non riesce a decollare;
• La statale 106 con il suo solito bollettino.

Sei problematiche che a distanza di sette anni che a tutt’ora sono tristemente attuali e non risolte, e tra le quali quella inerente lo scalo dell’Area dello Stretto.
A riguardo il “Tito Minniti” il suo malessere ha radici antiche, come ad esempio il suo inserimento in un contesto poco consono a quelle che dovrebbero essere le caratteristiche di sicurezza.
C’è da ringraziare qualche lungimirante figura istituzionale che ha permesso il prolungamento della pista, di qualche politico che ha denunciato lo stato di malessere dello scalo, ma anche qualche avveduto dirigente che ha più volte evidenziato problematiche e linee guide utili in tal senso.
Ora sembra di essere giunti al capolinea e, tra l’altro c’è anche da ricordare che in tempi non molto lontani si era anche pensato di realizzare un secondo aeroporto nella area della Piana e che aveva lo scopo di supportare il porto di Gioia Tauro (infrastrutture) che in quel caso avrebbe avuto ben altra storia e ben altra collocazione nella classifica delle aree portuali non solo del Mediterraneo.
Ma queste storie progettuali zoppe sembrano abbattersi come una sorta di maledizione pilotata nei confronti di un territorio che fu culla di civiltà di teste pensanti, così come quel Tommaso Campanella che per le sue indagini utilizzava il senso e la ragione, osservando e poi ragionando.
Tenendo conto delle scelte che hanno determinato lo stato di salute dell’aeroporto “Minniti”, riuscirebbe il filosofo Campanella a rivalutare quell’uomo o quelle gens, visto che dai suoi studi emerge che la conoscenza, quel “sensus” appartenga proprio a quel genere umano e che ” … la conoscenza di sé appartiene solo all’uomo, ed è la coscienza di essere un essere pensante…” anche in periodo storicizzato posto al bivio tra Lamezia dipendenza e consequenziale feudalesimo del terzo millennio?

Giovanni Aiello
Circolo Culturale L’Agorà

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