venerdì 20 aprile 2018 12:39
default-logo
Gioia Tauro. Carabinieri

San Ferdinando. Tentato omicidio nella tendopoli: Carabinieri arrestano centrafricano

San Ferdinando (Reggio Calabria). 25 Gennaio 2017, a San Ferdinando presso la Tendopoli del Ministero dell’Intero, nel tardo pomeriggio, un cittadino extracomunitario di nazionalità ghanese, Shiabu Abu classe ’92, al culmine di una lite con un connazionale, è stato raggiunto da un fendente all’altezza del torace destro con abbondanti perdite di sangue. Sul posto è intervenuta subito un’ambulanza del 118 che, constatata la gravità della ferita, ha trasportato in codice rosso il giovane ghanese presso l’Ospedale Civile di Polistena dove è stato ricoverato con prognosi riservata.
Immediatamente i Carabinieri della Stazione di San Ferdinando, agli ordini dal maresciallo capo Francesco Vadalà, e sotto il coordinamento del Comando della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro diretta dal tenente Gabriele Lombardo, si sono recati sul posto unitamente a militari del Nucleo Operativo ed alcuni equipaggi dell’Aliquota Radiomobile, per cercare di comprendere l’esatta dinamica dei fatti. In poco tempo i Carabinieri identificano alcuni extracomunitari che vivono in una baracca adibita a bazar posta dentro la tendopoli e li conducono in Caserma per sentirli in qualità di possibili testimoni. Dopo qualche ora di intensa attività istruttoria, si arriva al nome ed al volto del presunto autore del ferimento: si tratta di un connazionale della vittima, tale Samson Kofi classe 89, di cui non si hanno più notizie dalle 18.30 circa del 25 gennaio, ora dell’aggressione. Scatta così la caccia all’aggressore: i Carabinieri con l’impiego di numerosi equipaggi, iniziano ad identificare tutti i cittadini extracomunitari di presumibile provenienza centrafricana che gravitano intorno alle Stazioni ferroviarie di Gioia Tauro e Rosarno. Dopo intense e serrate ricerche, nella tarda serata, i Carabinieri acquisiscono la notizia che Samson possa essersi rifugiato all’interno di una baracca: immediatamente entrano nella tendopoli, che come è noto ospita al momento circa 1800 migranti di origine centrafricana, setacciano tutti i capanni abusivi fino a quando non lo trovano nascosto all’interno di una baracca di piccolissime dimensioni.
Il giovane, anche lui ghanese, alla vista dei militari alza le mani in alto in segno di resa, dice di chiamarsi Samson Kofi e confessa di essere l’autore del ferimento. Viene quindi ammanettato e condotto in Caserma dove viene dichiarato in stato di arresto e sottoposto ad un fermo di indiziato di delitto da parte della polizia giudiziaria. Del fermo veniva subito informato il pm di turno presso la Procura di Palmi il quale dispone che l’arrestato, al termine delle formalità di rito, venga associato presso la casa circondariale di Palmi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il gip del Tribunale di Palmi nella giornata di sabato 28 gennaio ha convalidato il fermo.

Samson Kofi

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo