martedì 24 aprile 2018 10:12
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Francesco Cannizzaro

Cannizzaro: «Le Libertà politiche dell’on.Pasqua, confondono un PD già nel caos»

Reggio Calabria. E’ mai possibile che questa maggioranza di governo regionale abbia completamente perso il significato delle parole “confronto democratico” sostituendole con il concetto costante di “sottomissione assoluta”? Il Renzismo nazionale sta oggi pagando un dazio enorme, le cui conseguenze purtroppo non ricadono solo sulla politica, l’appartenenza ad uno schieramento politico, di maggioranza o di opposizione, non preclude di annullare il buon senso e le proprie capacità umane e professionali. Perché allora assecondare questo scellerato esempio di governo anche in Calabria, dove l’ultima delle necessità è perdersi in accuse assurde e soprattutto dannose per le criticità che affliggono la nostra regione?
Durante l’ultimo consiglio ho apprezzato molto la precisa e puntuale capacità di riflessione che il collega Pasqua dai banchi della maggioranza esortava ad assumere nei confronti di un testo di legge chiaramente lacunoso agli occhi di tutti, ma evidentemente non a quelli di chi, per un mero ordine di “scuderia politica”, li tenevano entrambi ben chiusi. E sempre l’on. Pasqua che con una semplice e chiara nota, invitava il presidente Irto ad applicare la legge vigente per definire l’imbarazzante vicenda biennale delle nomine di pertinenza del Consiglio regionale. Una nota apprezzata da quasi tutti i colleghi consiglieri regionali, per il garbo, la sollecitudine e l’attenzione rivolta verso l’aspetto relativo alla trasparenza ed alla legalità, argomento quest’ultimo utilizzato spesso come cavallo di battaglia da un Pd regionale nei momenti di maggiore agonia. Ho detto quasi tutti perché paradossalmente, proprio quel PD che ad orologeria si erge a tutela della legge e delle regole democratiche della massima assise regionale, anziché raccogliere e condividere la forza di quell’opportuno quanto estremo appello, richiama all’ordine il collega Pasqua e lo accusa di zelo, di eccessiva notorietà ed “ingordigia” politica, una bacchettata che ha lasciato attoniti tutti, opposizione compresa, figuriamoci il collega Pasqua. Ma si può rimproverare di protagonismo opportunistico un consigliere regionale che invita la propria parte politica a mettere da parte le evidenti e sfacciate esigenze elettorali che da più di due anni impediscono nomine fondamentali per la vita di enti strategici regionali? Come si può rinfacciare all’on. Pasqua l’inutilità dei sui suggerimenti sulle nomine trasparenti e legali, quando si esprime una sconsiderata euforia verso la “lotteria” del toto-nomine inventata da Irto, un irresponsabile strumento che ha mortificato l’esperienza, la professionalità e soprattutto la meritocrazia di centinaia di professionisti calabresi. L’on. Pasqua, che chiaramente si dissocia da chi, fra i banchi della maggioranza, intende fare politica attraverso l’applicazione del manuale Cencelli, da chi ancora oggi, dopo due anni di tempo perso, parla ancora di “ripartenze di azioni di governo” senza mai indicarne il traguardo, da chi crede che l’extrema ratio si concretizza sola a fine legislatura, praticamente quando non ci sarà più niente da rimediare, da chi continua ad anteporre agli interessi della Calabria quelli del proprio partito di appartenenza.
Se proprio non si riesce a dimenticare Renzi ed il suo scellerato modo di fare politica, suggerisco allora di seguirne il suo tardivo esempio: un viaggio di studio per imparare all’estero per tutti i vertici regionali del PD, soprattutto quelli che ricoprono cariche istituzionali, e magari dopo essersi dimessi dai quei ruoli che la gente non gli riconosce più. Esorto invece il collega Pasqua a proseguire in questa coscienziosa azione di vigilanza all’interno di questa maggioranza regionale che in maniera arrogante e prevaricatrice, ignora la sacrosanta libertà dell’individuo di agire e pensare.

Francesco Cannizzaro
Capogruppo Cdl Consiglio regionale

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