sabato 21 aprile 2018 17:07
default-logo

Mercoledì la presentazione del libro di Enrico Costa “Selim e Isabella” alla libreria Universalia

Reggio Calabria. Mercoledi’ 1 marzo 2017 il professore Enrico Costa discutera’ del suo libro Selim e Isabella, edito da Citta’ del Sole; moderera’ il professore Domenico Rosaci. L’appuntamento e’ per le ore 17,30 presso i locali dell’Associazione Universalia, in via Treviso 41 (presso la chiesa valdese), a Reggio Calabria. “Selim e Isabella” di Enrico Costa (2016) è pubblicato da Città del Sole Edizioni di Reggio Calabria nella collana “La bottega dell’inutile”, preceduto dall’acuta introduzione del Maestro Nicola Sgro, direttore d’orchestra e compositore, e dall’intensa prefazione di Raffaele Gaetano, Docente di Estetica, che sottolinea la visione mediterranea dell’Autore.
Selim e Isabella è un “Centone, quasi un romanzo”, un libro che si configura come una lunga sceneggiatura, dove sono presenti i caratteri “classici” della commedia dell’arte e dell’opera buffa. Una storia mediterranea che si svolge su un grande palcoscenico diviso in due scene diverse, corrispondenti a due città entrambe mediterranee, Napoli e Algeri: ogni volta che si tratta di una, l’altra viene momentaneamente “oscurata”. Delle due città vengono messi in luce usi e costumi, comprese le tradizioni gastronomiche e culinarie. Si attraversano le pagine del libro, come fossero gli stretti vicoli di Spaccanapoli, dove potrebbe capitare di sentire l’odore di una sfogliatella appena sfornata, o l’aroma dell’acqua millefiori immaginando le mani del Principe de’ Pasticcieri, che sapientemente dosa essenze e ingredienti per dar vita a una pastiera (posta con ironia come immagine nel retro copertina) o alla mitica sfogliatella Santa Rosa salernitana. Parallelamente a Napoli, ad Algeri nella dimora del Dey profumata di dolci arabi, non si potrà fare a meno di osservare i tappeti preziosi, le sete, gli arazzi, gli specchi e le porcellane, e immaginare cosa stia accadendo a pochi passi, nel serraglio…; immaginarlo proprio come se ci si trovasse dentro “Le bain turc” di Ingres, che illustra la copertina di Selim e Isabella, sentirne fragranze e profumi e percepire le corde del liuto sotto canti intonati spesso su malinconiche melodie. Due tondi, il bagno turco e la pastiera, due aspetti del piacere, come del resto dualismo e dualità sono caratteri dominanti dell’opera, insieme al parallelismo, la dicotomia, il chiasmo, insomma tutto quello che riguarda la disposizione e l’analisi di due elementi. Si tratta di una scrittura di scena, un Dramma buffo, come chiaramente espresso più volte all’interno del testo, che ha la “presunzione” di far divertire, anche mentre si svolgono vicende non sempre ridicole. Selim e Isabella, un Centone, quasi un Romanzo (di formazione), presenta una struttura “antica” che, tenendo fede a questa sua caratteristica, permette di sperimentare contaminazioni di ogni tipo e genere, che spaziano dall’Opera lirica alla letteratura, sia classica che contemporanea, dalla filmografia ai testi musicali della tradizione napoletana e non.
Il libro è idealmente diviso in due parti; la prima “narra” le peripezie amorose di Selim, principe turco e Isabella, nobildonna italiana, entrambi alle prese con due viaggi paralleli, alla ricerca dell’amore perduto; le fiabe parallele di un’italiana in Algeri e di un turco in Italia, liberamente tratte dalle opere di Gioachino Rossini. Nella seconda parte sono, invece, personaggi prima considerati meno rilevanti, o nuovi caratteri a prendere la scena di questa grande contaminazione in cui i dualismi si moltiplicano: due storie parallele, due viaggi, due amori, due culture e due città speculari seppure lontane… che, proprio come due linee parallele, potrebbero essere enumerate all’infinito.

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo