lunedì 23 aprile 2018 00:12
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Porto di Gioia Tauro. Fascì (Pci): «Occasione di sviluppo per la Calabria?»

Reggio Calabria. L’intervento del Prefetto di Reggio Calabria ha momentaneamente convinto i lavoratori del Porto di Gioia Tauro, che da giorni erano in sciopero, a desistere provvisoriamente dalla protesta; almeno fino al successivo incontro programmato per il 13 marzo 2017. Ma, purtroppo rimangono sul tappeto tutti i nodi che riguardano il nostro Porto. Infatti, i lavoratori portuali sono impegnati in una vertenza delicata che investe il loro posto di lavoro ma contemporaneamente riguarda anche il futuro del Porto. Purtroppo, ormai da tempo, siamo costretti ad ascoltare notizie sul Porto di Gioia Tauro solo per annunci di esuberi, Cassa Integrazione, limitazione di posti di lavoro. Tanto per non andare lontano basta ricordare che circa 8 mesi fa (era il 21 giugno 2016) i sindacati ed i lavoratori organizzarono la sciopero generale. Poi promesse, promesse ma niente di più. Oggi i lavoratori vedono di nuovo aumentare le ore di cassa integrazione. Nel silenzio assoluto delle Istituzioni: Nazionali e Regionale.
Dal Governo è venuta solo una promessa (quella dell’Agenzia che avrebbe dovuto riassorbire i cassaintegrati in altre aziende) che si è rivelata – purtroppo – solo una bufala gigantesca. Se è vero come è vero che a riassorbire i lavoratori in esubero avrebbe dovuto essere la nascita di un’Agenzia che avrebbe risolto il problema occupazionale prioritariamente mediante un’azienda che, sempre a dire del Governo, avrebbe dovuto insediarsi nell’area dell’interporto ma che tutti sapevano già che avrebbe realizzato l’insediamento lontano dalla Calabria. Purtroppo si trattava di una delle tante bugie Renziane. E la Regione Calabria, che pure avrebbe il compito istituzionale di difendere uno se non il primo cuore pulsante dell’economia calabrese, potrebbe essere oggetto di un’indagine del programma televisivo “Chi l’ha visto?”.
È drammatico pensare che per reperire l’ultimo vero tentativo di dare forza e sviluppo all’Area del Porto di Gioia Tauro bisogna risalire al Governo Loiero; al progetto proposto dall’allora Assessorato all’Urbanistica ed all’Area di Gioia Tauro guidato da Michelangelo Tripodi; progetto che aveva trovato anche finanziamenti; aveva realizzato – attraverso una Commissione di esperti qualificati – una proposta di sviluppo dell’intera area di Gioia Tauro e della Piana che aveva coinvolto tutti i Comuni della Piana. Perché il Porto muore se non si inserisce in un unico contesto con il territorio circostante. Dopo di che il nulla! Sono trascorsi dieci anni di silenzio istituzionale! Basta oggi recarsi al Porto per vedere dove è collocato: al centro di una immensa landa abbandonata. Attorno il niente! Nemmeno è stato realizzato (anzi completato) il tronco ferroviario che dovrebbe collegare il porto alla linea ferrata per consentire il traffico dei container mare-terra che poteva comunque costituire un’occasione di occupazione e di sviluppo. Il tronco in questione è fermo dietro diatribe che aspettano di sapere chi deve finanziare l’opera che pur costa qualche modesto milione di euro e non più.
E poi, il Porto è diventato dominio assoluto della proprietà privata che di fatto si è impossessata dell’Area Portuale dove fa il bello ed il cattivo tempo. Sceglie per esempio di destinare le navi ad altri Porti (come quello di Genova o di Trieste) quando invece le navi provenienti dal Canale di Suez trovano geograficamente prima sulla loro strada il nostro Porto. Ed allora è una scelta strategica? Ed allora il Governo avalla queste scelte? E i Deputati e Senatori calabresi, molti dei quali rappresentanti del Partito di maggioranza al Governo dove sono? No. La Calabria non può rimanere passiva. La politica non deve essere sorda e muta. Il PCI, che da sempre ha seguito le vicende del Porto, è anche oggi accanto ai lavoratori in sciopero per rivendicare un diritto inalienabile: il diritto al lavoro. Ma chiediamo al Presidente della Giunta Regionale di assumere un ruolo vero e non a parole, ad intraprendere iniziative concrete e di prospettiva ed al Governo di impegnarsi seriamente e non con slogan per il Porto di Gioia Tauro e per la Calabria.

Partito Comunista Italiano
Segreteria Regionale
Lorenzo Fascì

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