venerdì 27 aprile 2018 10:05
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“Oggi a Locri siamo tutti sbirri”. La XXII giornata della memoria e dell’impegno

Locri (Reggio Calabria). Più di 25.000 persone hanno partecipato a Locri alla Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Cinquecentomila invece sono le presenze nei quattromila luoghi italiani in cui si sta svolgendo, in contemporanea, la giornata. Da 22 anni, ogni 21 marzo, Libera organizza questo evento perché “in quel giorno di risveglio della natura si rinnovi la primavera della verità e della giustizia sociale. Dal 1996, ogni anno in una città diversa, viene letto un elenco di circa novecento nomi di vittime innocenti. Ci sono vedove, figli senza padri, madri e fratelli. Ci sono i parenti delle vittime conosciute, quelle il cui nome richiama subito un’emozione forte. E ci sono i familiari delle vittime il cui nome dice poco o nulla. Per questo motivo è un dovere civile ricordarli tutti. Per ricordarci sempre che a quei nomi e alle loro famiglie dobbiamo la dignità dell’Italia intera” – si legge nel sito dell’associazione. Quest’anno è toccato alla città della jonica ospitare la manifestazione, iniziata domenica (19 marzo) con la visita del Presidente Mattarella allo stadio comunale. Nella Locride non arrivava un Capo dello Stato da oltre 50 anni. L’ultima visita è stata quella del presidente Giuseppe Saragat il 19 aprile del 1966. Un evento storico, per Locri e per l’intero comprensorio. Ad accompagnare Mattarella, domenica, c’erano il ministro degli Interni Marco Minniti ed il presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosi Bindi. Oggi invece hanno partecipato alla manifestazione il Presidente del Senato Piero Grasso e il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

In testa al corteo ci sono i familiari delle vittime che reggono due striscioni di Libera con lo slogan della Giornata di quest’anno: «Luoghi di speranza, testimoni di bellezza». Dietro di loro una grande bandiera della pace portata da ragazzi migranti minorenni giunti in Calabria a bordo di barconi nei mesi scorsi. A seguire i gonfaloni, numerosi sindaci calabresi e siciliani, politici regionali, metropolitani e provinciali. infine migliaia di persone giunte da tutta Italia. E’ stato atteso a lungo Don Luigi Ciotti ma in molti sono rimasti delusi, forse un cambio di programma causato dagli episodi di ieri. Infatti Don Ciotti ha raggiunto direttamente il palco allestito in Piazza dei Martiri, così come hanno fatto Grasso ed Orlando.
Alla giornata di oggi però ha partecipato anche chi la ‘ndrangheta la affronta nelle aule dei tribunali, come il Procuratore della Repubblica di Locri, Luigi D’Alessio: «Il lavoro in questo territorio è una cosa seria. C’è assolutamente la necessità, anche come contrasto alle organizzazioni criminali, di creare opportunità di lavoro e occupazione giovanile. Bisogna operare – ha aggiunto – giorno dopo giorno. L’augurio è che oggi, con l’ingresso della Primavera, per questo territorio e questa regione sia l’inizio di una nuova Primavera».
Anche il procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, è alla manifestazione: «Giornate come questa dimostrano che l’Italia non ha dimenticato la Calabria. Libera ha questa straordinaria capacità di unire, l’unione è quella che consente di contrastare efficacemente la ‘ndrangheta e tutte le altre mafie. La ‘ndrangheta vuole il silenzio e l’isolamento, sono i connotati fondamentali della sua forza. Tra gli studenti c’è una preparazione talmente forte che fa pensare che quando saranno loro a guidare la società la ‘ndrangheta sarà completamente annientata».
«Siamo qui per la vita, siamo qui perché innamorati della nostra terra e vogliosi di proseguire quel cammino di riscatto e di rinascita che abbiamo intrapreso. Grazie a Luigi Ciotti e al popolo di Libera, grazie a tutti i calabresi onesti che oggi ci hanno consegnato questo messaggio di speranza e di responsabilità». Lo ha dichiarato il sindaco metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, anche lui a Locri per la Giornata della memoria. «Cogliamo il testimone di questa splendida giornata di festa e di riflessione rilanciando il nostro impegno a servizio del cambiamento, rilanciando l’invito a costruire una comunità educante che non abbia più bisogno di eroi ma che sia da esempio per se stessa. Oggi a Reggio Calabria inauguriamo il primo Urban Center realizzato all’interno di un bene confiscato alla ‘ndrangheta. Un luogo sottratto al malaffare che si trasformerà in un laboratorio di partecipazione civica a disposizione di associazioni, ordini professionali e cittadini. È un pezzo del nostro impegno concreto a servizio della legalità e della giustizia sociale».
Dal palco invece Don Luigi Ciotti fa riferimento alle scritte offensive comparse ieri nei muri della città.«Oggi a Locri siamo tutti sbirri. Ricorderemo tanti nomi di esponenti delle forze dell’ordine che hanno perso la vita e nessuno li può etichettare e insultare».
«È un fatto molto importante – continua don Ciotti – per la Chiesa che per la prima volta la Conferenza episcopale calabrese aderisca al completo ad una manifestazione contro le mafie. Però c’è ancora anche qui tanto da fare». «Quando guardo i visi dei familiari delle vittime delle mafie penso che la maggioranza di loro non ha ancora avuto giustizia. Abbiamo bisogno di verità»
Alla vicenda delle scritte comparse ieri fa riferimento anche  il presidente del Senato, Pietro Grasso che ha anche letto alcuni nomi delle vittime presenti nella lista di Libera: «Se volevano ottenere un effetto hanno ottenuto quello contrario, cioè di una piena solidarietà da parte di tutta Italia a Libera, a don Ciotti e a questo movimento che è un movimento per la legalità e per l’affermazione della cultura della legalità che non è solo rispetto delle leggi ma la possibilità di andare avanti con principi di solidarietà, e per dare un futuro migliore sopratutto ai nostri giovani».
Sono presenti anche le autorità militari come il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette. «La presenza del Comandante Generale -sottolineano i carabinieri- vuole testimoniare la vicinanza dell’Arma alle vittime innocenti delle mafie e ricordare al contempo tutti i Carabinieri uccisi per mano della criminalità organizzata di tipo mafioso. L’Arma dei Carabinieri è presente e vicina alla società civile e a tutte le realtà attivamente impegnate alla diffusione di una cultura della legalità, come l’Associazione Libera con cui, nel dicembre 2016, è stato siglato un protocollo di collaborazione finalizzato a questo scopo».
Gianluca Chininea
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