venerdì 20 aprile 2018 12:44
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Il Museo dei Bronzi al centro della rete culturale calabrese

Reggio Calabria. Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ha accolto oggi pomeriggio autorità e rappresentanti del mondo accademico per l’avvio dei lavori del Convegno Internazionale “Antichità nel regno. Archeologia, tutela e restauri nel Mezzogiorno preunitario”che vedrà esperti del settore confrontarsi in città sino al prossimo sabato. Università Mediterranea di Reggio Calabria e ateneo di Foggia i centri accademici che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa. In Piazza Paolo Orsi, il Direttore Carmelo Malacrino ha salutato il pubblico presente ricordando l’importanza delle sinergie messe in campo con gli enti locali per facilitare l’arrivo dei turisti nella città e per la costruzione di una rete museale di respiro metropolitano. «Ad un anno dall’inaugurazione di tutti i livelli della collezione permanente del MArRC – ha continuato il Direttore- si è rafforzata la volontà comune di condividere le scelte, di dare sostegno ai progetti e offrire anche alle giovani professionalità un luogo di sperimentazione scientifica e lavorativa in Calabria. Questa è la sfida che abbraccia oggi il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, da qui ripartiamo insieme per la crescita della collettività». «Il confronto scientifico e il dialogo tra le rappresentanze accademiche porterà a ridisegnare tutti gli elementi di carattere istituzionale, amministrativo e politico che hanno compiuto le regioni del Sud dal regno di Carlo di Borbone all’Unità d’Italia – dichiara il Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto. Ciò consentirà di dare una visione più ampia del fenomeno del Meridionalismo, col quale ancora ci confrontiamo. Di rilievo il dibattito attuale sul sistema museale calabrese – aggiunge a cui il Consiglio Regionale della Calabria darà il suo contributo, così come già fatto per il rilancio del Polo culturale Mattia Preti, a Palazzo Campanella». Giuseppe Falcomatà, Sindaco della Città Metropolitana, mira alla centralità dei Bronzi di Riace: «È indubbio che siano il perno della rete, attorno al quale dobbiamo dare la possibilità ai visitatori di conoscere tutte le altre bellezze che arricchiscono la nostra storia. Sull’arte, la cultura e il paesaggio si sta costruendo il riscatto del nostro territorio. Dobbiamo continuare questo percorso di condivisione tra istituzioni. Oggi Reggio ha finalmente il suo urban center, il primo in Italia realizzato in un bene confiscato alla ‘ndrangheta. E’ quello il luogo eletto, per le politiche territoriali, per il confronto tra istituzioni, associazioni e cittadini. Da qui riparta il dialogo per potenziare l’offerta turistica e culturale della nostra Città Metropolitana». «Fondamentali i Borboni per la legislazione preunitaria, sia in tema di restauro, sia di mantenimento dei beni culturali nel territorio», per il Segretario Regionale MiBACT, Salvatore Patamia, mentre le «bellezze paesaggistiche ed ecosostenibilità si muovono attorno al Museo, con un percorso circolare e omogeneo che, dall’Infopoint presente a Palazzo Piacentini si snoda nei diversi comuni del Parco», per il Presidente dell’Ente Aspromonte Giuseppe Bombino. Chiaro il messaggio del sottosegretario MiBACT, Dorina Bianchi: «La bellezza e la cultura, il capitale umano e la nostra identità sono una carta importante da giocare per il Sud e per l’Italia intera. I programmi, gli investimenti e in generale quello che stiamo facendo come Governo e, in particolare, come Ministero vanno in questa direzione. Il Museo di Reggio ha visto un incremento del 28% in più dei visitatori attestandosi come il secondo museo del Mezzogiorno, in cui il numero dei visitatori è maggiormente cresciuto dopo quello di Capodimonte. La Calabria e tutto il Sud possono essere rilanciati attraverso l’attivazione dei potenziali di attrattività turistica, con l’integrazione tra turismo e cultura e il rafforzamento dell’offerta turistico-culturale”. Prima dell’avvio dei lavori scientifici, che continueranno sino a sabato, l’omaggio musicale della Real Filarmonica di Gerace, alla presenza della Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie.

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