sabato 21 aprile 2018 18:55
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Gianni Alemanno (Mns) a Reggio Calabria: via i migranti, meno vincoli europei, più legittima difesa

Reggio Calabria. Espulsione di massa di seicentomila migranti, meno vincoli dall’Unione Europea e presunzione di innocenza per chi è costretto a sparare per legittima difesa. Sono i temi più caldi affrontati da Gianni Alemanno, il segretario nazionale di Msn (Movimento Nazionale per la Sovranità) oggi a Reggio Calabria per presentare la candidatura al Senato di Tilde Minasi con la Lega di Matteo Salvini.

Chi oggi dice di essere contro l’invasione degli immigrati non può essere accusato di xenofobia

«La vera cosa terribile – ha detto Alemanno rispondendo alle domande dei cronisti sul caso Macerata – è stata una ragazza fatta a pezzi, forse per una specie di rito magico proveniente dall’Africa, e si sta cercando di trovare i colpevoli. Questa è la cosa più grave. Poi c’è il gesto di un folle, che dev’essere condannato e dev’essere colpito come tutti i gesti criminali. Però da tutto questo il gesto di Traini non può diventare un alibi per dimenticarsi Pamela e per dare una giustificazione ai flussi migratori». «Chi oggi dice di essere contro l’invasione degli immigrati – ha aggiunto Alemanno – non può essere accusato di xenofobia. Si tratta semplicemente di persone che capiscono il dramma dell’Italia e il rischio che seicentomila, forse un milione, di clandestini possano essere una vera bomba sociale nel nostro Paese».

Blocco navale ed espulsione di massa 

«La legge Bossi-Fini – ha detto Alemanno – non è mai stata applicata fino in fondo quindi chi critica la legge Bossi-Fini e le attribuisce delle responsabilità si dimentica che l’applicazione della legge Bossi-Fini fu poi sospesa attraverso gli interventi della sinistra. E comunque in ogni caso una legge si migliora e si aggiorna, non si peggiora». «L’effetto – ha proseguito Alemanno – è stato quello di fare il ‘tana liberi tutti’ e oggi non c’è modo vero di espellere degli immigrati. Oggi chi viene espulso riceve un foglio di carta in mano e può tranquillamente circolare sul territorio nazionale. Noi invece abbiamo bisogno di un blocco navale per evitare nuovi sbarchi e di un’espulsione di massa di queste seicentomila persone che non hanno nessun diritto a stare in Italia. Nessun diritto, non sono né soggetti fragili né rifugiati politici, quindi – ha concluso Alemanno – sono persone che non possono stare in Italia».

Chi spara per difendersi abbia sempre ragione

«E’ una vergogna che sia pure per un atto d’ufficio questo gioielliere venga indagato di eccesso di legittima difesa, per chi è costretto a difendersi e spara è un doppio trauma che dev’essere assolutamente evitato». Così Alemanno ha commentato l’uccisione di un rapinatore nel napoletano. «Chi si difende in casa propria o nel proprio posto di lavoro – ha aggiunto Alemanno – deve avere un pregiudizio di innocenza, non di colpevolezza, per cui da questo punto di vista noi faremo una modifica della legge sulla legittima difesa che faccia sì che a meno di prove evidenti di mancanza dei presupposti della legittima difesa, chi si difende abbia sempre ragione».

In Europa dobbiamo fare come il “Rebirth” di Margareth Thatcher

“Rimanere in Europa facendo una grossa trattativa per rivedere tutti i trattati europei. Dobbiamo fare come il Rebirth di Margareth Thatcher quando recuperò tutte le risorse della Gran Bretagna a Bruxelles molto prima della Brexit”. Lo ha detto Gianni Alemanno, segretario nazionale dei Sovranisti, oggi a Reggio Calabria. “Oggi l’Italia – ha aggiunto Alemanno –  è contributore netto per 7 miliardi l’anno a Bruxelles, non ottiene niente in cambio se non una serie di vincoli che ci impediscono di uscire dalla crisi economica.  Noi vogliamo rivedere tutti i trattati, siamo disponibili – ha concluso Alemanno – a stare in Europa ma con un piede di parità e di cooperazione, non di diktat che viene da Bruxelles.

In Calabria siamo portatori con la Lega di un meridionalismo che non è né assistenzialista né clientelare

In Calabria siamo portatori con la Lega di un meridionalismo che non è né assistenzialista né clientelare. Un meridionalismo che si basa sull’autonomia e sulla valorizzazione identitaria dei territori. La Lega mette insieme questo principio di autonomia con la sovranità nazionale e in più, per tornare al tema dell’Europa, vogliamo che vengano levati i vincoli che impediscono alle regioni del Sud di utilizzare fondi strutturali. I fondi strutturali oggi non vengono utilizzati non solo per inefficienza delle amministrazioni locali ma anche perché gli assi e le direttrici di Bruxelles sono troppo rigidi per essere realmente utilizzati. Vogliamo che venga levato il patto di stabilità ai Comuni per tornare a fare gli investimenti e una maggiore autonomia della Calabria o della macro regione del Sud che noi auspichiamo, che permette di applicare quella fiscalità differenziata di vantaggio per il Sud che è possibile, secondo le norme di Bruxelles, soltanto per uno Stato con struttura federale e non con lo Stato centralista.

Fabio Papalia

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