giovedì 26 aprile 2018 15:10
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Focus 'ndrangheta. Controlli della Polizia allo svincolo di Gallico

Agguato ad amanti: killer sparato per uccidere entrambi

Reggio Calabria. I sicari – o il sicario – che nella serata di ieri hanno ucciso Fortunata Fortugno e ferito il suo amante Demetrio Lo Giudice, avrebbero  sparato con l’intenzione di uccidere entrambi, senza avere un obiettivo privilegiato rispetto all’altro. E’ la sensazione che si coglie negli ambienti investigativi reggini impegnati a cercare di dare una soluzione al caso. I diversi colpi di pistola, infatti, sono stati sparati contro l’autovettura all’interno della quale si trovavano i due e quindi potenzialmente in grado di uccidere entrambi.
Al riguardo, Lo Giudice, sentito dagli investigatori, non è stato in grado di fornire particolari utili né a ricostruire la dinamica del fatto né a dare un nome agli assassini o all’assassino. Se a sparare sia stato uno solo o più d’uno, infatti, non è stato ancora accertato. Tra l’altro, sul luogo dell’omicidio non sarebbero stati rinvenuti bossoli, segno che l’arma del delitto potrebbe essere un revolver.
Le indagini della Squadra mobile di Reggio Calabria sono rivolte ora alla vita privata della coppia. Fortunata Fortugno faceva la sarta e le famiglie sue e del marito non sono legate ad ambienti criminali. Demetrio Lo Giudice, in passato sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, invece, è ritenuto un elemento di spicco dell’omonimo clan ‘ndranghetista attivo nel rione di san Giovannello. Arrestato una decina di anni fa nell’ambito dell’operazione Eremo e successivamente era stato assolto.
L’uomo non è parente del collaboratore di giustizia Antonino Lo Giudice. Allo stato, sul movente, gli investigatori non escludono alcuna ipotesi, neanche quello passionale magari, vista la caratura di Lo Giudice, caratterizzato anche da mafiosità.

 
Demetrio Lo Giudice

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