sabato 21 aprile 2018 05:24
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Portigliola. Ieraci (FI): «Locride condannata?»

Portigliola (Reggio Calabria). La Locride non ha ottenuto in tutti questi anni infrastrutture e servizi. Non ha peso politico. Ha accettato che si continuasse con l’assistenza. Senza l’assistenza ci sarebbe stata una rivolta sociale, ma accettarla ha significato una maggiore fragilità delle coscienze e la disapprovazione dell’altra parte del paese. Il Nord disapprova i meridionali sempre a caccia di sussidi e si incassa le realizzazioni, le produzioni, lo sviluppo. Statale 106, condizioni dell’Ospedale, potenziale turistico solo parzialmente utilizzato, stallo della filiera agro-alimentare sono le problematiche piú acute! Ma com’è il modo di essere dei cittadini della Locride, dobbiamo domandarcelo? Siamo uniti, inseriti nei partiti, protagonisti nelle Istituzioni? No, non abbiamo rappresentanze in Parlamento, in Regione, siamo del tutto marginali nella Città Metropolitana.
La protesta diventa spesso conformismo quando dobbiamo scegliere, votare. Ma anche il 4 di marzo é alle spalle, dagli eletti di Forza Italia ci aspettiamo un sostegno concreto, non ci serve a niente recriminare sul fatto che nessuno della Locride sia stato neppure valutato per la candidatura. Non siamo stati chiamati per condividerle, eppure siamo disponibili per tutte le iniziative e le questioni di carattere programmatico: il senso di responsabilità deve prevalere. Ma il punto é non continuare a girare a vuoto. Solo per soffermarci sui punti citati : i cosentini (anche quelli eletti nella nostra provincia ) si spendono solo per i finanziamenti per l’ammodernamento di tratti della Ss. 106 del nord della regione. A Siderno, al convegno dell’Amni del direttore della programmazione del ministero della salute (ed ex vice di Scura )Urbani ha testualmente dichiarato “Per quanto riguarda la disastrata sanità nella Locride o c’é una mentalità sbagliata o chi prende le decisioni é un incapace” : significa che finalmente affrontiamo di petto la situazione? Per il Turismo ci affidiamo ai flussi naturali (e fortuna che continuano), non incentivati da una buona organizzazione.
Ai nostri prodotti agroalimentare non riusciamo a trovare un mercato consistente. Mimmo Nunnari, nel suo splendido libro “La Calabria spiegata agli italiani” ci lancia due messaggi, che, poi, si possono benissimo “unificare”. Il primo, abbiamo tante colpe ma non ne restiamo prigionieri a vita, sennó non riusciamo a reagire ad uno Stato che ci considera “un peso e un disturbo … È come se al primo giorno di scuola ti mettessero in castigo dietro la lavagna senza una ragione precisa, per poi chiederti perché non stai seduto tra i banchi, con gli altri compagni di classe, a studiare diligentemente. In questo modo sei spinto ad aumentare un grave senso di colpa senza capirne esattamente le ragioni … “. Il secondo, qui c’é uno Stato storicamente “occhiuto e non governante”, attento, cioè, a vigilare per il rispetto della legge, ma restío a mettere in campo risorse e strumenti adeguati per lo sviluppo. P.S. Mi appello al centrodestra, fatta salva l’incognita dei 5 Stelle, perché il centrosinistra sta scomparendo.

Roberto Ieraci
Dirigente Forza Italia Portigliola

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