sabato 21 aprile 2018 05:36
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Zes, l’Associazione New Deal: “Bisogna creare un tavolo di coordinamento interistituzionale”

Reggio Calabria. a ZES rappresenta(va) l’opportunità che in questa terra aspettavamo da sempre, un istituto nuovo, troppo importante e degno della massima rilevanza. Le ZES in Italia si svilupperanno ruotando attorno ai grandi porti ed in Calabria, com’è noto e fisiologico, al Porto di Gioia Tauro. Semplificazioni amministrative e sgravi fiscali, tra i fondamentali benefici applicati in queste “zone” appositamente create, sono i principali attrattori d’investimenti che potrebbero dare al nostro territorio il giusto volano di sviluppo, anche in considerazione del fatto che qualsiasi tentativo di industrializzazione imposto “dall’alto” qui nel Meridione ha storicamente fallito. In questo contesto, dobbiamo tenere in considerazione che nel territorio dove dovrebbe essere collocata la Zes abbiamo: il Porto di Gioia Tauro, gli Aeroporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria, l’Università di Reggio Calabria e soprattutto la Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Quest’ultima, grazie alle sue speciali funzioni di pianificazione e programmazione strategica del territorio (con fondi appositamente destinati), potrebbe essere determinante per lo sviluppo della rete infrastrutturale e dei servizi che ne amplificherebbero gli effetti benefici sulla nostra economia. Ci rendiamo conto dell’enorme opportunità che ci stiamo giocando? Un esempio lampante di sviluppo dell’area retroportuale è il caso di Tangeri dove, superando i farraginosi step burocratici e grazie al dialogo diretto con le imprese circa le loro reali necessità e difficoltà col fine di garantire ininterrottamente 15 o 20 anni di attività, in soli 5 anni sono nate 300 nuove realtà imprenditoriali.
L’occasione di riscatto che ci viene offerta, per lo sviluppo di tutto il sud e della Calabria in particolare, è di portata storica, a maggior ragione se si pensa che i traffici della “via della seta” si stanno indirizzando su Venezia e Trieste, ed oggi le navi che attraversano il Canale di Suez preferiscono passare oltre Gioia Tauro, circumnavigare l’Europa (con tutti i relativi costi) e scaricare le proprie merci a Rotterdam che, comunque, garantisce costi inferiori ai nostri. È assolutamente prioritario e necessario, a nostro avviso, elaborare una strategia condivisa e duratura tra tutte le forze politiche, che non vari ad ogni legislatura e che dia una visione chiara delle regole del gioco e delle possibilità offerte a chiunque decidesse di venire ad investire nella nostra area ZES. Serve che la politica si faccia promotrice, è dunque il nostro appello, di questo grandioso progetto mediante la creazione di un tavolo di coordinamento e raccordo fra la Città Metropolitana di Reggio Calabria, la Regione Calabria, l’Università Mediterranea, la società di gestione aeroportuale, l’autorità portuale e Trenitalia principalmente, ma ascoltando i suggerimenti che vengono dalle associazioni di categoria e dagli ordini professionali, principali attori e forze di propulsione economica, al fine di elaborare un piano di sviluppo coordinato e puntuale così da dare una seria e credibile prospettiva di sviluppo alla nostra amata terra.

Il presidente Associazione New Deal
Salvatore Palermo

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