giovedì 26 aprile 2018 15:03
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Gianluca Gallo

Ritardi nei lavori sulla Statale 534, il consigliere regionale Gallo punta il dito contro l’Anas

Cosenza. “La Calabria e i calabresi hanno un problema che si chiama Anas”. Lo sostiene il consigliere regionale Gianluca Gallo del Movimento ‘La Calabria che vuoi’, puntando il dito sull’ente nazionale per le strade. A far scattare la protesta, i nuovi ritardi fatti registrare nelle opere di adeguamento della statale 534, in particolare del completamento delle realizzazioni dello svincolo tra la stessa statale e la strada provinciale 241.
«Il raccordo in questione – ricorda l’esponente della Cdl – è la porta d’accesso all’autostrada per quanti siano diretti a Cassano, Castrovillari, Spezzano Albanese e Sibari. Uno snodo strategico, anello di congiunzione tra il corridoio adriatico, quello ionico e la A2, la cui chiusura è all’evidenza fonte di gravi ed innegabili disagi per il territorio, le sue aziende ed i suoi abitanti. Consapevole di ciò, la stessa Anas lo scorso Gennaio aveva assunto un impegno chiaro: ultimare le opere entro il 15 Marzo 2018». Obbligo, specificava all’epoca proprio l’azienda, «concordato in sede di Prefettura a Cosenza dalle parti interessate: Comuni, Corap, Provincia, Polizia Stradale e Provinciale». Ad oggi, però, osserva Gallo, «i termini sono ampiamente decorsi ma il raccordo resta off limits, con gravi ripercussioni per i viaggiatori, l’economia delle zone e le città coinvolte, praticamente isolate dal resto del mondo perché, come nel caso di Cassano, collegate all’autostrada da percorsi alternativi talmente intricati e pericolosi che perfino i navigatori satellitari rifiutano di elaborarli».
Aggiunge Gallo: «Ma ciò che è ancor più intollerabile è l’atteggiamento di Anas: non uno straccio di avviso, non una comunicazione. Niente. Come già in passato, ci si ritiene evidentemente padroni incontrastati, con il diritto di poter fare quello che si vuole, come e quando lo si vuole». Un comportamento censurato dal consigliere regionale, che chiede «ai Comuni della zona, alla Provincia ed anche alla Regione di far sentire la propria voce e di pretendere il rispetto delle intese raggiunte oltre che dei contratti in essere, valutando se attivarsi, in caso contrario, per studiare azioni legali anche risarcitorie, ancor più urgenti e necessarie alla luce delle indiscrezioni, che si spera possano essere presto smentite, secondo le quali la ditta appaltatrice ha richiesto una nuova proroga che farebbe inevitabilmente slittare in là nel tempo, a chissà quando, la data di completamento delle opere». Conclude il consigliere regionale calabrese: «E’ tempo che l’Anas riveda il proprio atteggiamento, iniziando a trattare i calabresi da cittadini: per quanto mi riguarda, farò di tutto perché diritti e rispetto non vengano oltremodo mortificati».

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