sabato 21 aprile 2018 11:23
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‘Ndrangheta. I dettagli della cattura del latitante Giuseppe Pelle – foto e video

Reggio Calabria. Nel corso di un’operazione di polizia scattata durante la notte al termine di complesse indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, hanno catturato il latitante della ‘ndrangheta calabrese Giuseppe Pelle, nato a San Luca il 20 agosto 1960, capo strategico e membro della “provincia” della ‘ndrangheta, ricercato dal mese di aprile del 2016, allorquando si sottrasse all’esecuzione dell’ordine di carcerazione n. 109/2016 SIEP emesso, in data 12.04.2016, dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, dovendo espiare una pena residua di 2 anni, 5 mesi e 20 giorni di reclusione per associazione mafiosa.
Nel mese di luglio 2017, mentre era latitante, Pelle è stato colpito prima da un provvedimento di fermo di indiziato di delitto e poi da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nell’ambito dell’inchiesta denominata “Mandamento Ionico”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, per tentata estorsione e illecita concorrenza con violenza e minaccia, aggravate dal metodo mafioso e consistite nell’aver tentato di accaparrarsi i proventi derivanti dall’esecuzione di lavori pubblici in alcuni comuni della Locride, tra i quali Siderno, Palizzi, Condofuri e Natile di Careri.
Il latitante – ricercato dalla Polizia di Stato dal 2016 – aveva trovato rifugio all’interno di un’abitazione situata in una delle contrade più impervie dell’entroterra di Condofuri, nel reggino, pressoché irraggiungibile in quanto priva di strade percorribili ed isolata dal greto accidentato di una fiumara aspromontana, l’Amendolea, che ne rende difficoltoso l’accesso.
Giuseppe Pelle appartiene alla potente famiglia dei Gambazza di San Luca un tempo guidata dal padre Antonio Pelle classe 1932, elemento posto ai vertici della ‘ndrangheta fino alla sua morte, avvenuta nel 2009. E’ anche legato alla potente famiglia Barbaro di Platì facente capo al boss ergastolano Francesco Barbaro classe 1927 detto “u castanu”, per averne sposato la figlia Marianna.
Le risultanze investigative finora acquisite permettono di attribuire a Giuseppe Pelle il ruolo di elemento di vertice dell’intera organizzazione mafiosa, come dimostrano le riprese del sistema di video osservazione installato nei pressi della sua abitazione di Bovalino che ha consentito di documentare le sue frequentazioni con personaggi di assoluto rilievo del panorama criminale della provincia reggina, nonché con esponenti politici locali che a lui si rivolgevano per chiedere voti in cambio di benefici di vario tipo.
Egli, in tale qualità, organizzava gli incontri con altri esponenti di rango dalla ‘ndrangheta, raccoglieva richieste di intervento per risolvere controversie interne ai Locali e dirimeva conflitti insorti in materia di spartizione degli appalti.
Pelle annovera a suo carico anche una condanna definitiva per il delitto di partecipazione ad associazione mafiosa, accertato nell’ambito dell’inchiesta “Armonia” che aveva coinvolto i vertici di varie cosche della ‘ndrangheta.
Il blitz è scattato nel cuore della notte nell’entroterra di Condofuri dove la Polizia di Stato ha impiegato oltre cinquanta uomini per consentire agli investigatori di infiltrarsi, contemporaneamente con diverse unità operative mobili, nelle zone teatro della massiccia operazione. La fulminea azione dei poliziotti non ha lasciato alcuna possibilità di fuga al ricercato il quale si è arreso senza opporre alcuna resistenza. All’interno dell’abitazione erano presenti altri soggetti, le cui posizioni sono al vaglio degli inquirenti.

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