sabato 21 aprile 2018 11:23
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Antonio Paolillo

Il tecnologo alimentare Paolillo: “Eurofoglia per le mense scolastiche e risparmio per le famiglie”

Catanzaro. “Sono state istituite per la prima volta in Italia le mense biologiche certificate e le scuole che vorranno pregiarsi di tale certificato dovranno rispettare le percentuali minime di utilizzo dei cibi provenienti da agricoltura biologica che sono aumentate notevolmente”. Lo afferma in una nota stampa il Presidente della Commissione per la Regione Calabria Ordine Professionale dei Tecnologi Alimentari Basical Antonio Paolillo che successivamente inserisce l’argomento sul versante regionale: “Con il termine ‘prodotti biologici’ si intendono quelli provenienti da coltivazioni o da lavorazioni biologiche ai sensi del Regolamento CE per l’agricoltura biologica, Reg. (CE) n° 834/2007 e assoggettati al regime di controllo ai sensi del citato Regolamento, tramite gli organismi di controllo a ciò abilitati.
E’ apparsa ieri, infatti, sulla Gazzetta Ufficiale la norma che prevede l’attribuzione di una delle due medaglie oro e argento per quegli istituti scolastici che non solo utilizzano prodotti bio per i pasti destinati agli studenti ma che attuino misure mirate per la riduzione degli sprechi alimentari. Il bollino oro, andrà alle mense scolastiche “che raggiungeranno certi livelli e percentuali di prodotti biologici”, la percentuale di approvvigionamento è del 90% di frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale, pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati, olio extravergine, il 100% di uova, yogurt e succhi di frutta, il 50% di prodotti lattiero-caseari (esclusi gli yogurt), carne, pesce da acquacoltura.
Il bollino argento, invece, sarà assegnato a quelle mense scolastiche “che non arriveranno al massimo delle percentuali ma faranno dei salti di qualità”, ovvero: il 70% di frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale, pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati, olio extravergine, il 100% di uova, yogurt e succhi di frutta e il 30% di prodotti lattiero-caseari, carne, pesce da acquacoltura. Il raggio di produzione non deve essere superiore ai 150 Km.
Un’importante notizia non solo per la salute dei nostri studenti e per la qualità dei cibi ma anche per l’economia del nostro territorio visto che la Calabria è tra le tre regioni italiane con la maggiore estensione di superfici coltivate ad agricoltura biologica pari a 204.428 ettari terza solo a Puglia 255.831 ettari e Sicilia 363.639 ettari (dati MIPAFF 2017).
Ma un altro obiettivo che le nuove mense scolastiche hanno deciso di raggiungere è lo spreco zero. Infatti, le scuole che promuovono il recupero degli alimenti per la donazione ad associazioni che distribuiscono gratuitamente a fini di beneficenza prodotti alimentari agli indigenti saranno premiate.
La mensa scolastica assume dunque un plurisignificato: garanzia per una sana alimentazione, rispetto dell’ambiente, centro privilegiato di educazione alimentare sia per gli studenti sia per i genitori, azione efficiente di prosocialità (destinando il cibo non somministrato ai più bisognosi attraverso i centri caritatevoli) per la lotta agli sprechi alimentari.
Questa novità introdotta dal Ministero delle Politiche agricole e alimentari dal prossimo anno scolastico potrà veramente essere un mezzo importante per valorizzare non solo i nostri prodotti biologici anche a salvaguardia dell’ambiente ma anche un mezzo per rendere i futuri consumatori persone consapevoli e responsabili negli acquisti implementando nelle ore scolastiche programmi di educazione alimentare intesa non solo sotto il profilo nutrizionale ma anche su come la produzione di alimenti influenza l’ambiente intermini di emissioni di anidride carbonica, inquinamento dei reflui, rispetto e benessere degli animali, uso di additivi nei cibi e utilizzo di pesticidi in agricoltura, rispetto e comprensione delle tradizioni culinarie legate al territorio.
Gestire una mensa scolastica non è cosa semplice i centri cottura devono rispettare rigidi standard di produzione non solo igienici ma anche organizzativi, infatti, come previsto dal Regolamento (CE) 852/2004 concernente l’igiene dei prodotti alimentari, le imprese del settore alimentare devono garantire che soltanto i prodotti alimentari non pericolosi per la salute siano immessi sul mercato, pertanto esse devono individuare nella loro attività ogni fase che potrebbe rivelarsi critica per la sicurezza degli alimenti e garantire che siano individuate, applicate e mantenute aggiornate le opportune procedure di sicurezza, avvalendosi dei principi su cui è basato il sistema HACCP. Molta attenzione va posta anche al trasporto dei pasti dove in questa fase si rischia di perdere un 20% della qualità organolettica del prodotto e serve anche un ottima organizzazione per quei plessi scolastici che ricevono i pasti- Per far sì che a questo avvenga senza recare danno alla salute dei consumatori servono rigidi controlli da parte degli organi competenti, degli specialisti del settore alimentare e della commissione mensa scolastica sia a monte che a valle della filiera. Il panino portato da casa a mensa non è un’abile e utile alternativa al cibo consumato a scuola perché priva lo studente di un pasto completo e vario.
La mensa scolastica è veramente un servizio utile che spetta di diritto a tutti e con il consumo di cibo biologico siamo in grado di tutelare la salute dei nostri figli e avere anche un risparmio in termini monetari visto che a sostegno dell’iniziativa, il ministero delle Politiche Agricole insieme alle Regioni ha istituito un fondo di finanziamento ad hoc che prevede uno stanziamento pari a 4 milioni di euro per l’anno 2017 e a 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018 questo vuol, dire che il biologico verrà pagato al prezzo del convenzionale”.

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