venerdì 27 aprile 2018 04:24
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Antonio Marziale

Accuse al Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria Antonio Marziale da parte di un docente

Reggio Calabria. “Quasi ad inizio del mio mandato un docente, Tonino Filardi, è stato da me ricevuto e in tale sede mi ha esposto una sua problematica, chiedendomi di valutare un presunto plagio subito da alunne che avevano segnalato alla dirigente scolastica, Giusy Princi, comportamenti del docente che le stesse ritenevano non essere consoni al ruolo. A quel punto ho interpellato formalmente la stessa dirigente Princi chiedendo una controdeduzione a quanto segnalatomi dal docente con una certa insistenza.
Apprendevo così che tra le parti vi era in corso una vertenza giudiziaria di natura lavoristica, il che ha impedito al Garante di potersi interessare ulteriormente alla vicenda in quanto lo stesso non può interferire nell’azione giudiziaria. Ho rilevato altresì che il reato di plagio è stato dichiarato incostituzionale e come tale non ha alcun rilievo nel nostro ordinamento giuridico e in ogni caso non dispongo della preparazione tecnica specialistica per rilevarlo.
Da quel giorno è iniziato un vero e proprio fuoco di fila, fatto di insulti su social network e di accuse pesantissime alla mia persona e alla mia figura istituzionale, al punto da dover produrre una segnalazione all’Ufficio Scolastico Regionale, di fronte alla quale nel corso del procedimento disciplinare, avviato dall’USR Calabria, il Filardi si è difeso adducendo che autore di uno dei post diffamatori in cui definiva la mia persona e quella della dirigente reciprocamente “collusi” è stata la di lui suocera 86nne a sua insaputa. A tutto ciò si aggiunga che lo stesso si è fatto promotore di una disinformazione totale nei confronti di un provvedimento che il Garante ha sollecitato, ossia l’applicazione della Legge sulla tutela e sicurezza nei luoghi di lavoro in materia di stress lavoro correlato (SLC) del 2008 siglando un accordo con l’Ordine degli psicologi della Calabria per agevolare l’applicazione corretta della legge in ambito scolastico a tutela dei docenti, sottoposti ad un indubbio carico emotivo ed a tutela degli stessi alunni. Ciò ha fatto in fretta a tramutarsi nelle parole del docente in “Marziale chiede visite psichiatriche per i docenti”.
Alla luce di ciò sono costretto a ricorrere ancora una volta all’autorità scolastica, con la speranza che questa volta non sia sempre l’intraprendente e tecnologica suocera 86nne a preoccuparsi di utilizzare il profilo del genero a sua insaputa per divulgare ulteriori diffamazioni divenute in queste ore pressanti fino a spingersi a scrivere messaggi privati a persone amiche, che mi hanno meritoriamente e prontamente notiziato. In tali messaggi privati, che sono stato autorizzato a divulgare a mia discrezione dai riceventi, definisce me “porco” e la dirigente scolastica Princi “ladra corrotta”.
Non vi è dubbio che nel momento in cui la scuola ha bisogno di sostegno, solidarietà e rete da parte di genitori ed istituzioni per riqualificare la propria fondamentale e insostituibile missione educativa non è accettabile oltremodo che un docente, recentemente trasferito d’ufficio per incompatibilità ambientale dal Liceo Scientifico “Da Vinci” di Reggio Calabria presso altra sede scolastica da parte del direttore generale regionale, possa rappresentare per gli studenti un esempio antitetico ai canoni dell’educazione, della civile convivenza e della legalità”.

Il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Calabria
Antonio Marziale

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