giovedì 26 aprile 2018 01:46
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Trasportava 1.6 kg di marijuana: sequestrata serra e altri 7 kg di stupefacente

Reggio Calabria. I finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria, durante un servizio di controllo economico del territorio, hanno tratto in arresto in flagranza di reato un soggetto cinquantaquattrenne residente ad Ardore (RC), con specifici precedenti di polizia, intento alla produzione e alla detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.
In particolare, il soggetto in questione, mostrando sin da subito un atteggiamento piuttosto nervoso durante le fasi dei controlli svolti dai finanzieri nel cuore del capoluogo reggino, tra gli altri, è stato sottoposto a ispezione da una pattuglia del gruppo Reggio Calabria.
A conferma degli iniziali sospetti, il soggetto, proveniente dalla cittadina ionica di origine, è stato così colto in flagranza di reato, in quanto sorpreso dagli stessi militari a trasportare, in una borsa di carta, tre involucri di plastica sottovuoto contenenti complessivamente oltre 1.600 gr. di marijuana, evidentemente destinati alle piazze di spaccio della città.
Le successive conseguenti attività di perquisizione domiciliare, svolte presso la sua abitazione e altri luoghi ad essa pertinenti, hanno, inoltre, consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro, tra gli altri, una vera e propria serra artificiale costituita, oltre che da un professionale impianto di riscaldamento e illuminazione alimentato tramite un abusivo allaccio alla rete elettrica, da 109 piantine di marijuana.
Sempre presso l’abitazione, sono stati rinvenuti ulteriori 7 kg di marijuana già confezionati sottovuoto, circa 1 gr. di cocaina, nonché 465 semi di cannabis, pronti ad essere immessi sul mercato.
All’esito delle attività di polizia giudiziaria di rito, il soggetto è stato tratto in arresto in flagranza di reato per illecita coltivazione, trasporto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in violazione dell’art. 73 del d.P.R. 309/90, nonché per le violazioni di cui agli artt. 624 e 625 co. 2 c.P. (furto aggravato di energia elettrica fraudolentemente sottratta alla rete) e, su disposizione del p.m. di turno, associato presso la locale casa circondariale di Arghillà.
Complessivamente, lo stupefacente sequestrato avrebbe consentito di ricavare ben 38 mila dosi che avrebbero fruttato al dettaglio, illeciti guadagni per circa 380.000 di euro.
La lotta ai traffici illegali, quale quello delle sostanze stupefacenti, mira alla salvaguardia della vita umana.

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