mercoledì 25 aprile 2018 21:40
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Partito Democratico

La prima riunione del Gruppo PD

Reggio Calabria. “L’analisi della realtà per il Pd è il punto di partenza per cambiare la Calabria. Non intendiamo soltanto fronteggiare le annose sfide sociali, ad incominciare dalla sanità per cui chiediamo al Governo che urgentemente indichi il commissario ad acta visto che la situazione è diventata gravissima ed il diritto alla salute dei calabresi è fortemente messo in discussione. Ma le sfide che abbiamo davanti intendiamo fronteggiarle e vincerle, per rimettere al passo con il resto del Paese una regione che ha un forte ritardo di sviluppo e vanta, nei confronti dello Stato, un enorme credito storico”. E’ quanto afferma il presidente del Gruppo del Pd Sebi Romeo. “Proficua, partecipata e ricca di spunti da offrire al dibattito”, così Romeo definisce la prima riunione del Gruppo consiliare del maggiore partito presente in Consiglio regionale che, “a riprova dell’intenzione d’interpretare il ruolo che i calabresi ci hanno assegnato con sobrietà e rigore”, si è svolta non in un luogo privato, ma intenzionalmente nella sede dei Gruppi consiliare di via Paolo Orsi a Catanzaro: “Ogni nostra riunione – ha puntualizzato Romeo – si terrà nelle sedi istituzionali, perché è tempo di dar corso ad un nuovo modo di fare politica, partendo anche da questi segnali che non sono per nulla marginali, ma rispecchiano l’esigenza di moralizzare l’azione politica a tutti i livelli”. Il Gruppo regionale del Pd ha stabilito, su proposta del suo presidente, di avviare, in tempi brevissimi, una fase di ascolto delle istanze più rappresentative della società calabrese sulla base di un cronoprogramma articolato e circostanziato, “ad incominciare dalle categorie produttive, le forze sociali, l’associazionismo, il volontariato, il sistema delle autonomie locali. Con tutte questi soggetti – spiega Romeo – il Pd vuole immediatamente interloquire, per comprendere a che punto si é giunti e per qualificare, di conseguenza, la funzione legislativa del Consiglio regionale, che non può più produrre leggi – manifesto o peggio provvedimenti legislativi a tutela di corporazioni e interessi di parte. Sostenendo l’azione vigorosa del presidente Oliverio e della Giunta regionale che, pur dinanzi ai guasti giganteschi che la IX Legislatura ha inferto alla Calabria, hanno già conseguito risultati importanti e tangibili, intendiamo valorizzare il prezioso capitale umano di cui la nostra terra è ricca, non solo per impedire le cosiddette ‘fughe dei cervelli’, ma per introdurle in un meccanismo virtuoso che aiuti lo sviluppo economico e sociale”. Infine, il Gruppo del Pd, unanimemente, ha dedicato spazio alla democrazia di genere. “C’è voluta la X Legislatura – ha scandito il capogruppo del Pd – per introdurre nello Statuto un principio di parità da tanto tempo inseguito invano, ossia la presenza in Giunta regionale di almeno il 30 per cento di donne. Su questo terreno, come sul terreno del ‘welfare state’, intendiamo fare molto di più, come ha asserito lo stesso presidente Oliverio. Frattanto, però, è auspicabile, perché rappresenta un segnale d’innovazione prima ancora che un doveroso ossequio alla legislazione vigente, che l’intero sistema delle autonomie calabresi adegui le proprie scelte alle previsioni della legge Delrio ed ai principi costituzionali”.

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