domenica 22 aprile 2018 10:40
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Pascolo abusivo e danneggiamento: denunciata una persona all’interno dell’area naturale protetta del Parco Nazionale d’Aspromonte

Bagaladi (Reggio Calabria). Il personale del Comando Stazione del Corpo Forestale di Bagaladi-Bova, nel comprensorio del Parco Nazionale dell’Aspromonte, ha denunciato all’Autorità Giudiziaria di Reggio Calabria un allevatore di 38 anni, V.A. nato a Melito Porto Salvo e residente a Bagaladi, che aveva introdotto in una proprietà agricola in località “Pietre Rosse” dello stesso comune alcuni capi di bestiame causando il danneggiamento di numerose piante di Leccio.
Tale provvedimento è l’ultimo esempio dell’attività dei Comandi Stazione del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Parco Nazionale dell’Aspromonte che hanno intensificato i controlli finalizzati alla repressione del pascolo abusivo di bovini. Tale pratica, nota come fenomeno delle “vacche sacre”, causa una molteplicità di problemi che vanno dalla sicurezza della viabilità ai danni alla vegetazione erbacea e arborea. In quest’ultimo caso, la pattuglia del Corpo forestale dello Stato, mentre effettuava un servizio di controllo del territorio mirato al contrasto di reati paesaggistico/ambientali, ha notato la presenza di alcuni animali bovini al pascolo in zona vietata e senza custodia, constatando che vi erano, in un’area di circa mezzo ettaro con radicate circa 500 alberi di Leccio aventi un’altezza media di circa 50 centimetri, 8 bovini adulti e 3 vitellini che stavano mangiando i giovani virgulti delle piante. Inoltre gli agenti avvicinandosi il più possibile agli animali hanno notato che solo due erano dotati di marchio auricolare e tramite questo sono risaliti al proprietario del bestiame. Proseguendo con le indagini si è scoperto che il proprietario del terreno aveva sporto querela contro ignoti denunciando il fatto che nei terreni impiantati a bosco ceduo di castagno e quercia aveva notato la presenza di mucche e pecore che pascolavano senza permesso e che la recinzione di pali di castagno e rete metallica risultava aperta in più punti per far uscire ed entrare gli animali. Infine si è provveduto a calcolare il danno economico da risarcire, tenuto conto del numero, del diametro e dell’altezza degli alberi presenti, per un’ammontare di molte migliaia di euro. Il trasgressore è stato pure sanzionato per circa duemila euro ai sensi del vincolo idrogeologico.

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